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n. 10 del 15 Aprile 2001
titolo: Tanta paura per niente

Buona Lettura

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Dice un vecchio proverbio che non tutto il male viene per nuocere, infatti, molte volte, quando tutto sembra perduto, accade qualcosa che cambia completamente la situazione e il bene trionfa, Del resto è così anche nella natura, basta osservare il cielo, di giorno è splendente e di notte è buio, una volta è sereno e un’altra è nuvoloso. Ma quel che conta è che alla fine tutto si sistemi per il meglio, com'è capitato veramente ai protagonisti di questa vicenda.

 

Una storia finita bene

 

Un ladro, che aveva rubato tre cammelli, aveva deciso di andare a venderli fuori del suo paese per evitare di essere scoperto. Legate le bestie una dietro l’altra, s’incamminò verso il confine, percorrendo le strade meno note e più difficili, per questo il viaggio fu lungo e faticoso per lui e per gli animali.

Giunti alla frontiera, il ladro fu fermato dalla polizia che cominciò a fargli le domande di rito: qual era il suo nome, dove abitava, dove era diretto… Ma l’uomo, stanco e spaventato, rispondeva in modo confuso tanto che il poliziotto, insospettito, lo trattenne per fare degli accertamenti. Il ladro, vista la mal parata, con il pretesto di andare a sistemare i cammelli, se la diede a gambe, lasciando il suo bottino alla polizia.

Questa inutilmente lo cercò nei dintorni, l’uomo sembrava essere sparito nel nulla, così fu necessario pensare ai tre animali che, stanchi e sfiniti dalla fame e dalla sete, si erano accasciati per terra, pensando forse che erano arrivati ormai alla loro ultim’ora.

Tra i poliziotti c’era chi pensava, infatti, di abbatterli perché non sapeva dove metterli e come accudirli. Altri decisero di chiedere momentaneamente ospitalità ad una fattoria vicina, ma il proprietario la rifiutò perché temeva che i tre malcapitati fossero malati e che avrebbero potuto compromettere la salute dei suoi animali.

Telefonarono allora al proprietario di uno zoo che dichiarò d’essere disposto ad accoglierli a patto che i cammelli fossero messi prima in quarantena, ossia in isolamento, per verificare le loro condizioni fisiche.

Per i tre amici di sventura questa soluzione fu la salvezza e finalmente poterono mangiare e bere! Erano a digiuno da parecchi giorni e le riserve, contenute nelle loro gobbe, erano esaurite. Certo erano tenuti lontani dagli altri animali ma…in tre potevano affrontare bene quella separazione!.

La loro storia, intanto, era apparsa sui giornali e il proprietario di un circo si offrì di prendere in custodia i tre cammelli per sempre. Questa decisione avrebbe comportato una spesa non indifferente per il circo il quale, però, avrebbe potuto utilizzarli per i suoi spettacoli.

Finita la quarantena, gli animali furono affidati al circo dove impararono a sfilare davanti al pubblico, ad inchinarsi per i saluti, a fare degli esercizi che suscitavano sempre l’ammirazione e il plauso del pubblico. Insomma incominciarono una nuova vita.

Probabilmente il deserto e le fresche oasi saranno apparsi ancora nei loro sogni, ma ora avevano un avvenire sicuro e il domatore aveva per loro la massima cura, trascorrevano insieme molte ore e, spesso, si scambiavano gesti d'affetto reciproco perché s’era creata tra loro una bell'amicizia.

 

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Racconto pubblicato nella Rubrica internet
Nonna raccontami...
raccolta di fiabe storie e leggende
a cura di Elsa Boscardini,
al seguente indirizzo web:
www.rietionline.tws.it/nonna.raccontami

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