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Una storia finita bene
Un ladro, che aveva rubato tre cammelli, aveva deciso di andare a venderli fuori del suo paese per evitare di essere scoperto. Legate le bestie una dietro laltra, sincamminò verso il confine, percorrendo le strade meno note e più difficili, per questo il viaggio fu lungo e faticoso per lui e per gli animali. Giunti alla frontiera, il ladro fu fermato dalla polizia che cominciò a fargli le domande di rito: qual era il suo nome, dove abitava, dove era diretto Ma luomo, stanco e spaventato, rispondeva in modo confuso tanto che il poliziotto, insospettito, lo trattenne per fare degli accertamenti. Il ladro, vista la mal parata, con il pretesto di andare a sistemare i cammelli, se la diede a gambe, lasciando il suo bottino alla polizia. Questa inutilmente lo cercò nei dintorni, luomo sembrava essere sparito nel nulla, così fu necessario pensare ai tre animali che, stanchi e sfiniti dalla fame e dalla sete, si erano accasciati per terra, pensando forse che erano arrivati ormai alla loro ultimora. Tra i poliziotti cera chi pensava, infatti, di abbatterli perché non sapeva dove metterli e come accudirli. Altri decisero di chiedere momentaneamente ospitalità ad una fattoria vicina, ma il proprietario la rifiutò perché temeva che i tre malcapitati fossero malati e che avrebbero potuto compromettere la salute dei suoi animali. Telefonarono allora al proprietario di uno zoo che dichiarò dessere disposto ad accoglierli a patto che i cammelli fossero messi prima in quarantena, ossia in isolamento, per verificare le loro condizioni fisiche. Per i tre amici di sventura questa soluzione fu la salvezza e finalmente poterono mangiare e bere! Erano a digiuno da parecchi giorni e le riserve, contenute nelle loro gobbe, erano esaurite. Certo erano tenuti lontani dagli altri animali ma in tre potevano affrontare bene quella separazione!. La loro storia, intanto, era apparsa sui giornali e il proprietario di un circo si offrì di prendere in custodia i tre cammelli per sempre. Questa decisione avrebbe comportato una spesa non indifferente per il circo il quale, però, avrebbe potuto utilizzarli per i suoi spettacoli. Finita la quarantena, gli animali furono affidati al circo dove impararono a sfilare davanti al pubblico, ad inchinarsi per i saluti, a fare degli esercizi che suscitavano sempre lammirazione e il plauso del pubblico. Insomma incominciarono una nuova vita. Probabilmente il deserto e le fresche oasi saranno apparsi ancora nei loro sogni, ma ora avevano un avvenire sicuro e il domatore aveva per loro la massima cura, trascorrevano insieme molte ore e, spesso, si scambiavano gesti d'affetto reciproco perché sera creata tra loro una bell'amicizia.
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