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n. 11 del 30 Aprile 2001
titolo: Un ospite inaspettato

Buona Lettura

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Solitamente, quando si nomina l’Australia, per associazione di immagini, si pensa ai gruppi di canguri che balzano belli, eleganti, liberi negli spazi infiniti di questa terra in cui vivono, invece, animali talmente vari da pensare che le specie non finiscano mai. Giganteschi emù depositano uova dal colore verde-scuro, grosse come palloni; le termiti costruiscono torri simili a grattacieli in miniatura. Appollaiati sugli alberi, si pavoneggiano pappagalli di ogni dimensione, dal piumaggio variopinto. Rettili d'ogni forma strisciano pesantemente al suolo ma, con un balzo, sono capaci di salire sui rami più alti. Insetti di varie specie, alcuni mortali, vivono su ragnatele a forma di ruota, tese tra due alberi. Ci sono i dingo, cani selvatici che vivono solamente in Australia, e poi mandrie di mucche e cavalli, greggi di pecore ed agnelli che sono allevati nelle grandi fattorie.

Un paese che vi piacerebbe senz’altro vedere perché capace di affascinarvi e di incuriosirvi. L’avventura del cacatua, uno dei tanti pappagalli che vivono in Australia, è accaduta alla presenza di uno scrittore che l’ha descritta… per voi.

 

Un ospite inaspettato

Ci avevano regalato un cacatua, un pappagallo dalle piume di un bianco puro che si differenzia dai suoi simili per un ciuffo rosso che ha sulla testa. E’ facilmente addomesticabile e un bravo imitatore, ma quello regalato a noi, nonostante i miei incitamenti, non era riuscito ad imparare nemmeno una parola. Le sue simpatie erano tutte per mia madre, la seguiva ovunque e, se non la vedeva, la cercava.

Un giorno di festa, le quattro sorelle di mia madre vennero a trovarla, insieme con altre amiche, tutte piuttosto anziane. Si accomodarono intorno al grande tavolo tondo della sala da pranzo sul quale c’era una ciotola bassa, piena di zucchero a velo, che le signore avrebbero dovuto spargere sul piatto di fragole offerte da mia madre.

Il cacatua, che era fuori in giardino, come vide mia madre in sala, spiccò il volo e, in picchiata, cercò di posarsi al centro del tavolo, com'era solito fare. Questa volta però l’atterraggio era difficile con tutti quegli oggetti sparsi sul tavolo! E poi quei visi sconosciuti lo mettevano in imbarazzo!

Girò un poco, come un elicottero, sopra il tavolo e, vista l’impossibilità di fermarsi, scomparve di nuovo nel giardino. Nella stanza rimasero le sette signore con gli occhi chiusi e con il viso bianco come la neve! Cos’era accaduto? Il vento delle ali del cacatua aveva sollevato tutto lo zucchero a velo che era andato a posarsi come una cipria, profumata alla vaniglia, sul volto delle anziane signore.

   

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Racconto pubblicato nella Rubrica internet
Nonna raccontami...
raccolta di fiabe storie e leggende
a cura di Elsa Boscardini,
al seguente indirizzo web:
www.rietionline.tws.it/nonna.raccontami

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