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Laria, profumata di neve, di muschio, dincenso, di vaniglia, di mandarino, ci annuncia che Natale è ormai vicino. In chiesa, nei negozi, nelle strade e nelle case fervono i preparativi per il grande evento: la nascita di Gesù, un bambino venuto al mondo per insegnare lamore tra gli uomini. Per questo la notte di Natale è piena di fascino e di mistero e, se sappiamo viverla con il cuore e con la fantasia, può accadere di tutto, persino sentir parlare gli animali! Auguro, quindi, a tutti voi che possiate trascorrere serenamente la magica notte di Natale. Pilù, gattino di pezza Piero era un bambino ricco, la sua stanza da letto era piena di giocattoli perché i genitori esaudivano ogni suo desiderio. A Natale, lalbero era sempre carico di doni, tuttavia Piero non era soddisfatto. Da tanto tempo desiderava avere un gattino tutto per sé e invidiava i suoi amici, Vittorio e Luisa, che avevano pochi giocattoli, però possedevano un gatto! Invidiava perfino i loro graffi, che avevano spesso sulle mani, dal momento che Pallina e Puffy, i loro gatti, essendo ormai cresciuti, non gradivano più le strette e i dispetti dei loro padroncini. Piero avrebbe accettato anche i graffi, pur davere un gattino, ma i suoi genitori da quellorecchio proprio non volevano sentirci, specialmente la mamma. - Non voglio bestie per casa, - diceva al figlio, ogni volta che lui avanzava la sua richiesta sporcano i tappeti e rovinano la tappezzeria! Se il bambino cominciava a piangere, subito gli arrivava un nuovo regalo per consolarlo. Essendo prossimo il Natale, Piero pensò di inviare una letterina a Babbo Natale per chiedergli solo un regalo: un bel gattino bianco e nero, così anche lui avrebbe avuto un compagno. Arrivata la mattina di Natale, il bambino si alzò presto, quando la casa era ancora immersa nel silenzio, e corse subito nel salone: lì, sul tappeto persiano, trovò, ancora una volta, tanti bei regali fuorché il gattino. - Forse Babbo Natale non ha ricevuto la mia lettera! O forse pure lui, come mamma, non può soffrire i gatti! Pensò sconsolato. Guardando meglio, però, vide nascosto, dietro un poster, un bel gattino grigio, dal pelo lungo di seta, con due buffe orecchie, un paio d'occhi azzurri di preziosa giada, le unghie d'avorio Non era un gatto vero, era un pupazzo di pezza, buono come soprammobile, non come compagno! Infuriato, il bambino gli diede un calcio e poi scoppiò in lacrime. Nemmeno questa volta il suo desiderio più grande era stato esaudito! Trascorse la giornata con i genitori e i nonni, senza parlare della delusione avuta, ma la sera si addormentò triste, pensando al gatto. Durante la notte, mentre dormiva, fu svegliato da qualcosa che gli sfiorava la fronte: accese subito la luce e vide il gattino di pezza sul cuscino. - Sta a vedere che mamma lha messo qui per farmi compagnia! Pensò il bambino con rabbia. - Adesso lo butto dalla finestra, non voglio più vedere questo coso peloso
- Ti hanno dato anche la voce? - Ironizzò il bambino - Che cosa ti hanno messo dentro? Un disco? - Guarda che ti sbagli, io sono un gatto vero. - Non ci credo.
- Va bene, fai una capriola e poi cerca sotto il letto la macchinina che ho perso. Il gattino eseguì una capriola perfetta e corse sotto il letto. Dopo un paio di minuti, Piero lo vide saltare sul cuscino con la macchinina in bocca. Istintivamente lo accarezzò e sentì, vivo e caldo, un morbido batuffolo grigio che lo riempì di gioia. - Sei proprio vero!- Esclamò abbracciandolo forte - Ma perché questa mattina - Questa mattina era giorno. Io vivo solo di notte, quando nessun altro può vedermi. Non crescerò mai, non sporcherò i tappeti, non rovinerò la tappezzeria, ma potremo giocare insieme. E, se vuoi sapere il mio nome, io mi chiamo Pilù. - Pilù - sussurrò il bambino, mentre gli occhi gli si chiudevano per il sonno - Pilù amico mio! Il mattino dopo, quando Piero si svegliò, lo trovò immobile sul cuscino, con il pelo di seta, gli occhi di giada e le unghiette davorio. Era un gattino di pezza ma, appoggiando lorecchio al suo petto, poteva sentire che il piccolo cuore batteva, batteva |
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