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Questa storia e le altre che seguiranno sono state tratte da racconti letti qua e là o da fatti veri apparsi sui giornali. Alcuni vi piaceranno di più, altri meno ed è naturale, ognuno ha i propri gusti. Rileggendoli attentamente, però, scoprirete che i sentimenti, i desideri, i sogni, le sensazioni, le fantasie espresse dai personaggi delle storie appartengono al vostro mondo interiore, per questo aiuteranno a conoscere meglio se stessi. Buona lettura! La sorpresa di Pasqua Piero era andato a trascorrere le vacanze di Pasqua dal nonno Andrea che abitava in un villaggio di montagna. Era tanto contento quando poteva stare con lui perché, anzitutto, gli voleva molto bene e poi quella vita in montagna, contrariamente a quella di città, lo incuriosiva e lo divertiva. Tutto il giorno seguiva il nonno nel campo, nella stalla, nel pollaio e la sera, vicino al fuoco, era un piacere ascoltare le spiegazioni che gli dava su ogni cosa e le belle storie che raccontava. Al mattino, andando nellovile, si era accorto che il nonno faceva uscire due pecore e una la lasciava dentro.
Piero rimase un po perplesso, quale sorpresa poteva mai fargli una pecora! Comunque la mattina di Pasqua se ne restò a letto, tutto rannicchiato sotto le coperte, pensando al buon pranzetto e alle sorprese delle uova di cioccolato che laspettavano, quando suo nonno entrò in camera sorridente, tenendo tra le braccia un meraviglioso agnellino. Era un batuffolo di lana bianca che aveva al collo un collarino rosso fiammante su cui era scritto: A Piero da Carolina e da nonno. Era questa la magnifica sorpresa che entrambi gli avevano preparata! Figurarsi la gioia del nipotino che abbracciò prima il nonno e poi prese in braccio il piccolo nato. Che emozione! Quasi quasi gli veniva da piangere per il piacere che provava nel tenere in mano quel piccolo essere palpitante, caldo, morbido che lo guardava dolcemente con i suoi occhietti color cielo. Piero sentì improvvisamente tanto amore per quel bellissimo cucciolo e tutto il giorno non fece altro che guardarlo, accarezzarlo, dimenticando perfino le uova di Pasqua! Ma coserano quelle in confronto a Pasqualino! Ogni ora, ogni giorno che passava, osservare lanimale era una sorpresa continua e comera entusiasmante assistere a tutto quello che faceva. Il bambino si era così affezionato allagnellino che pensava con rammarico alla partenza, questa volta aveva un motivo in più per rattristarsi! Era talmente preoccupato che, la notte prima di partire, fece un brutto sogno: dei ladri mascherati erano penetrati nellovile e avevano preso Carolina e Pasqualino perché volevano farli arrosti! Piero si svegliò di soprassalto e sarebbe voluto andare subito nellovile per rassicurarsi che aveva soltanto sognato, ma tutti dormivano perciò dovette aspettare fino a quando sentì il nonno aprire la porta. Si vestì in quattro e quattrotto e corse
nellovile dove trovò Pasqualino tutto rannicchiato sotto la pancia della madre da
cui beveva avidamente il buon latte. Il bambino tirò un respiro di sollievo, accarezzò a
lungo lagnellino con parole affettuose, promettendogli che sarebbe tornato presto a
giocare con lui nel prato. Provava dispiacere a lasciarlo ma nello stesso tempo lo
rallegrava il pensiero che, a ogni suo ritorno dal nonno, avrebbe ritrovato
quellamico così speciale. |
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