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Sono certa che tutti voi, almeno una volta, avete comprato un carasso. Non sapete cosè? É quellanimaletto che, comunemente, è chiamato pesciolino rosso, ma il suo nome proprio è carasso. Viene dai paesi dellOriente, precisamente dai fiumi della Cina, nei quali vivono carassi di tutti i colori e dogni misura. Un tempo, questi pesci erano tenuti in gran considerazione dai monaci cinesi che li ritenevano sacri, oggi sono oggetto d'attrazione negli acquari o giocattoli per i bambini. Voi li avete visti sempre in piccole dimensioni perché immersi in vaschette, ma nel fiume la loro lunghezza aumenta di cinque volte ed essi, come voi, amano muoversi in ampi spazi.
La medicina per Bill Una domenica, Federico tornò felice dal Luna Park perché si era tanto divertito ed aveva persino pescato un pesciolino rosso che, chiuso dentro un sacchettino di plastica con acqua, non faceva altro che saltare, quasi volesse liberarsi da quella prigione. -Mamma, guarda, - gridò entrando in casa ho anchio un pesciolino rosso come Andrea. Posso metterlo in questo vaso rotondo che sta sul tavolo? -Sì, sì, mettilo pure. Povero pesciolino che brutta fine lo aspetta! -Rispose la mamma. -Vedrai che n'avrò cura, ora gli metto lacqua pulita e un po del mangime che mi ha dato quel signore, così starà meglio. La rassicurò Federico Lo chiamerò Bill. Il pesciolino, effettivamente, si sentì più a suo agio nel vaso, aveva temuto di morire asfissiato nel sacchetto! Quella polverina sospesa nellacqua, poi, fu proprio provvidenziale perché la paura gli aveva messo appetito. Finito il pasto, cominciò a perlustrare il nuovo ambiente: in qualunque direzione andava, la parete del vaso limitava i suoi movimenti, quindi poteva solo girare in tondo, oppure salire in superficie per rituffarsi verso il fondo. Federico losservava incuriosito ma, dopo un po, i giochi del carasso non lo interessarono più e, se non ci fosse stata la madre a pensarci, il pesciolino avrebbe finito di nuotare per sempre. Passarono alcuni giorni e Bill sintristì a vivere nel vaso, per giunta era sempre allarmato perché, quando arrivavano gli amici di Federico, gareggiavano tra loro per vedere chi era capace dafferrarlo. Il carasso cercava di sgusciare via, però qualche volta lo prendevano e che spavento! Quelle strette di mano gli toglievano il fiato!
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