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n. 10 del 15 Aprile 2001
titolo: Tanta paura per niente

Buona Lettura

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Sono certa che tutti voi, almeno una volta, avete comprato un carasso. Non sapete cos’è? É quell’animaletto che, comunemente, è chiamato pesciolino rosso, ma il suo nome proprio è carasso. Viene dai paesi dell’Oriente, precisamente dai fiumi della Cina, nei quali vivono carassi di tutti i colori e d’ogni misura. Un tempo, questi pesci erano tenuti in gran considerazione dai monaci cinesi che li ritenevano sacri, oggi sono oggetto d'attrazione negli acquari o giocattoli per i bambini.

Voi li avete visti sempre in piccole dimensioni perché immersi in vaschette, ma nel fiume la loro lunghezza aumenta di cinque volte ed essi, come voi, amano muoversi in ampi spazi.

 

 La medicina per Bill

 

Una domenica, Federico tornò felice dal Luna Park perché si era tanto divertito ed aveva persino pescato un pesciolino rosso che, chiuso dentro un sacchettino di plastica con acqua, non faceva altro che saltare, quasi volesse liberarsi da quella prigione.

-Mamma, guarda, - gridò entrando in casa – ho anch’io un pesciolino rosso come Andrea. Posso metterlo in questo vaso rotondo che sta sul tavolo?

-Sì, sì, mettilo pure. Povero pesciolino che brutta fine lo aspetta! -Rispose la mamma.

-Vedrai che n'avrò cura, ora gli metto l’acqua pulita e un po’ del mangime che mi ha dato quel signore, così starà meglio. – La rassicurò Federico – Lo chiamerò Bill.

Il pesciolino, effettivamente, si sentì più a suo agio nel vaso, aveva temuto di morire asfissiato nel sacchetto! Quella polverina sospesa nell’acqua, poi, fu proprio provvidenziale perché la paura gli aveva messo appetito.

Finito il pasto, cominciò a perlustrare il nuovo ambiente: in qualunque direzione andava, la parete del vaso limitava i suoi movimenti, quindi poteva solo girare in tondo, oppure salire in superficie per rituffarsi verso il fondo. Federico l’osservava incuriosito ma, dopo un po’, i giochi del carasso non lo interessarono più e, se non ci fosse stata la madre a pensarci, il pesciolino avrebbe finito di nuotare per sempre.

Passarono alcuni giorni e Bill s’intristì a vivere nel vaso, per giunta era sempre allarmato perché, quando arrivavano gli amici di Federico, gareggiavano tra loro per vedere chi era capace d’afferrarlo. Il carasso cercava di sgusciare via, però qualche volta lo prendevano e… che spavento! Quelle strette di mano gli toglievano il fiato!

Una mattina, Federico s’accorse con sorpresa che il pesciolino era cambiato di colore e se ne stava sul fondo del vaso, boccheggiando faticosamente.

-Mamma, mamma, Bill sta male, non nuota più, vieni, che posso fargli?- Gridò dispiaciuto il bambino.

La mamma prese il recipiente, osservò l’animale e disse al figlio:

-Vieni con me, se siamo ancora in tempo, so quale medicina potrà salvarlo.

Quasi di corsa i due si recarono al vicino parco dove, in una gran vasca di marmo, nuotavano carassi di vari colori. La mamma rovesciò il contenuto del vaso nella vasca e Bill, che era diventato di colore rosa, dapprima rimase immobile, dopo un attimo cominciò a nuotare.

-E’ vivo, è vivo! – Esclamò Federico – Allora posso riportarlo a casa.

-No, Bill ha bisogno, come te, d'amici e di spazio con tanta acqua. – Disse la mamma – Lascialo vivere nel suo ambiente, tu potrai venire tutti i giorni a trovarlo.

-Come farò a riconoscerlo fra tanti pesciolini?

-Non preoccuparti, sarà lui a riconoscerti, ricorda che gli animali non dimenticano né il male né il bene. Il carasso che verrà più vicino a te, sarà sicuramente Bill.

Federico, un po’ a malincuore, lasciò il carasso nella vasca, ma in cuor suo era contento di averlo salvato e pregustava già il piacere di vederlo, giorno dopo giorno, crescere di più di quello d'Andrea, che stava imprigionato nella vaschetta di plastica.

 

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Racconto pubblicato nella Rubrica internet
Nonna raccontami...
raccolta di fiabe storie e leggende
a cura di Elsa Boscardini,
al seguente indirizzo web:
www.rietionline.tws.it/nonna.raccontami

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