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n. 14 del 15 Giugno 2001
titolo: La farfalla e il cavolfiore

Buona Lettura

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Le favole sono sempre piaciute a piccoli e grandi per questo ci sono state, in ogni epoca, persone che le hanno raccontate e scrittori che le hanno scritte. Quella che vi narro oggi è stata scritta tanti secoli fa da Lucio Apuleio, scrittore latino che, raccontando favole, metteva in evidenza i comportamenti sbagliati dell’uomo.

La sua opera più famosa è L’asino d’oro, un romanzo piacevole da leggere, che studierete quando sarete più grandi, da cui ho preso la seguente favola che sicuramente vi farà capire in che modo Apuleio dava insegnamenti ai suoi lettori.

 

La farfalla e il cavolfiore

 

Era una bella mattina di primavera e il sole scaldava il prato verde, trapuntato di fiori. Su uno di essi aveva dormito una bella farfalla che, stiracchiandosi, distese le ali variopinte per asciugarle ai tiepidi raggi del sole e poi si librò nell’aria, cominciando a curiosare qua e là.

Giunta sulla riva d’uno stagno, si rimirò nell’acqua ferma che le faceva da specchio.

"Quanto sono bella!", pensò la farfalla e, felice, si mise a volare in giro per farsi vedere ed ammirare da tutti. Ad un certo punto, però, cominciò a sentire un po’ d’appetito. Istintivamente volò verso un orto dove c’era una distesa di cavoli freschi e turgidi. Si fermò sul più grosso e bello, provò ad assaggiarlo, succhiò un po', ma subito si ritrasse disgustata.

- Puah! Che cattivo odore e che saporaccio! Ho fatto male a venire qui nell’orto, dovevo andarmene in qualche bel giardino ricco di rose e garofani, di dalie e giunchiglie profumate. Il cibo dell’orto non fa per me, io ho bisogno di cose più delicate.

- Hai cambiato gusto a quel che sembra! - Osservò ironicamente il cavolfiore offeso – Ti ho conosciuto in ben altre condizioni, bella mia, quando eri meno elegante e colorata. Ricordo bene quando eri un bruco nudo e crudo, per niente bello da vedere, e fui proprio io a darti cibo e alloggio.

- Il cibo dell’orto non fa per me, io ho bisogno di cose più delicate! – Rispose risentito l’insetto.

- Allora il sapore delle mie foglie ti sembrava buono e appetitoso. Ora che sei cresciuta, cambiata, rivestita di seta e di splendidi colori, frequenti giardini profumati e disdegni i buoni amici d’un tempo… Hai poca memoria e troppa boria! Sei bella, sì…ma non sei buona se disprezzi chi ti ha cresciuta senza chiederti niente.

La farfalla, tutta rossa per la vergogna, se ne volò via.

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Racconto pubblicato nella Rubrica internet
Nonna raccontami...
raccolta di fiabe storie e leggende
a cura di Elsa Boscardini,
al seguente indirizzo web:
www.rietionline.tws.it/nonna.raccontami

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