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Chi di voi possiede o ha avuto un cane? Spero molti, perché allevare un cucciolo è unesperienza bellissima, specialmente se siete proprio voi a curarvi di lui. È un po come rivedere voi stessi quando, traballanti sulle gambe, cercavate di conquistare lo spazio intorno a voi. Il cucciolo, come i bambini, ama le coccole, la compagnia, il gioco, la scoperta e, spesso, anche lui soffre per le sue imprudenze o per le proibizioni impostegli.Quando diventa adulto, però, sa rispettare le regole, sa essere fedele al suo padrone, anche oltre la morte, sa adempiere il suo dovere di cane sia che debba fare la guardia agli uomini, agli animali, alle cose, sia che debba difenderli o aiutarli. Il cane è veramente un animale per bene, che merita di essere rispettato e curato con gratitudine per la sua generosità. Il cane vagabondo Era la notte dellEpifania e un allevatore di cani, Domenico, sentì Bosco abbaiare furiosamente e insistentemente come non aveva mai fatto. Incuriosito, luomo uscì da casa: era notte fonda e per la strada non cera anima viva, soltanto il cane girava intorno a qualcosa che stava per terra. Domenico si avviò, guardingo, verso quella direzione, non era molto prudente affrontare la situazione da solo, però la presenza di Bosco lo rassicurò. Si avvicinò alla massa scura: era un uomo immobile che, forse, cadendo aveva battuto la testa e perso i sensi, infatti, sul viso aveva del sangue raggrumato. Domenico gli diede due schiaffi in faccia per rianimarlo, poi lo aiutò ad alzarsi e, a fatica, lo trascinò fino a casa sua, seguito dal pastore abruzzese, che scodinzolava contento per essere riuscito nel suo scopo. I due uomini, quando furono in casa, al tepore del fuoco, da poco spento, si sentirono entrambi rinfrancati: lallevatore aveva salvato lo sconosciuto dal gelo della notte e Manlio, così si chiamava lospite, avrebbe fatto senzaltro una brutta fine se quella bestiola generosa non avesse dato avviso della sua presenza. Si rivolse perciò al cane con gratitudine, abbracciandolo e accarezzandolo più volte, poi si complimentò con Domenico: - Sei davvero fortunato ad avere una bestia così in gamba! - Veramente Bosco è un cane randagio, - spiegò lallevatore è stato abbandonato nei pressi del paese da una macchina di passaggio. I primi giorni ha pianto disperato e ha rifiutato ogni aiuto, dopo ha cominciato a familiarizzare con gli altri cani e con i greggi, gironzolando indisturbato per il paese dove tutti gli vogliono bene. Ora che aveva salvato una persona, Bosco avrebbe meritato, come si fa con gli uomini, una medaglia non soltanto al valore civile ma anche al senso d'altruismo dimostrato. Pur essendo stato tradito dalluomo a lui più caro, non aveva esitato ad aiutare uno sconosciuto. Ristorato Manlio, Domenico preparò
unabbondante zuppa calda al cane che si addormentò soddisfatto. Il mattino
seguente, Bosco lasciò Leonessa, suo paese adottivo, camminando tutto festoso a fianco di
Manlio che, in segno di riconoscenza, aveva deciso di portarlo con sé a casa. |
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