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Vi sarà capitato qualche volta, camminando o guardando intorno a voi, di trovarvi di fronte a situazioni insolite che poi vi hanno fatto riflettere e scoprire qualcosa che non sapevate. Un giorno, mentre era affacciata alla finestra, osservavo gli animali che pascolavano sul colle vicino e, senza volere, ho assistito ad un fatto che mi ha commossa profondamente e mi è rimasto così impresso che voglio raccontarlo anche a voi e poi rifletteteci su. Furia In un prato pascolavano due cavalli, Moreno e Nina, insieme al loro puledro Furia che, da qualche giorno, stava imparando a brucare lerba. La madre, infatti, gli spiegava:
-Ihihi ihihi , ho capito nitriva il puledro, camminando fianco a fianco alla madre e cercando di riempirsi presto lo stomaco per dedicarsi, prima possibile, al suo gioco preferito, le corse. Di tanto in tanto si avvicinava al padre che, da giovane, aveva frequentato lippodromo, perciò gli insegnava le diverse andature: il trotto, il galoppo, il salto degli ostacoli, tutti giochi che divertivano un mondo il puledrino. Moreno gli aveva spiegato pure che non doveva, per nessuna ragione, oltrepassare il bordo del prato, altrimenti sarebbe andato a finire sulla strada e chissà cosa gli sarebbe capitato! A Furia era sufficiente vivere così allaria aperta e si rattristava un po soltanto quando, sparito il grande occhio lucente dal cielo, doveva tornare nella stalla. Durante il sonno, continuava a sognare corse pazze su per i greppi del colle, dove poteva brucare le erbe più deliziose e ristorarsi dalla fatica, facendo fresche docce sotto la pioggia. Una mattina, appena uscito dalla stalla, si mise a mangiare avidamente e poi, lanciato un nitrito di saluto ai suoi genitori, cominciò a scorrazzare con le froge al vento, qua e là per il prato. Ogni tanto si fermava con il collo teso e le orecchie irrequiete, sferzandosi i fianchi con la coda, tutto soddisfatto. Ma, ripresa la corsa, ad un certo punto, spinto dallimpeto della velocità, si trovò così vicino al bordo del prato che non fece in tempo a fermarsi e fu costretto a saltarlo. Andò a finire così in mezzo alla strada asflaltata e dura, lungo la quale sfrecciavano le macchine che strombazzavano i clacson per far spostare lanimale. Furia, invece, spaventato da quel frastuono, rimaneva lì, fermo, paralizzato dalla paura, non sapendo fare altro che nitrire disperato. Il suo richiamo fu udito dai genitori che non si erano ancora e poi via di corsa verso il limite del prato, dirigendosi uno a destra, laltro a sinistra. Con un salto scesero sulla strada, con il rischio di rompersi le zampe, e la sbarrarono sia da un lato sia dallaltro: in mezzo cera Furia sano e salvo! A quel punto, gli automobilisti furono costretti a fermare le loro macchine, assistendo così ad una scena insolita ma dolcissima: Nina si avvicinò al puledro e cominciò a leccargli il muso per rassicurarlo, mentre Moreno lo sospingeva verso un passaggio che conduceva al prato. Tutti e tre avevano passato un
brutto momento e la paura era stata grande in ognuno di loro ma, felici di essere
nuovamente insieme, ripresero a pascolare. |
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