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n. 14 del 15 Giugno 2001
titolo: Djorkan e la gazza

Buona Lettura

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Molti sono gli animali viventi, alcuni sono amici dell’uomo, certi sono allevati per nutrirlo, altri sono selvatici perché vivono liberamente nei loro ambienti. Ci sono animali, però, che dall’uomo sono considerati… sacri, come il gatto per gli antichi Egiziani, le oche per i Romani, le mucche per gli Indiani perché legati a particolari fatti di vita.

I Berberi, dei quali vi ho parlato ancora, hanno pure loro una certa predilezione per la gazza, un uccello di media grandezza che ha le piume bianche e nere, il becco e i piedi neri, la coda lunga. Divoratrice di uova e dei piccoli degli altri uccelli, non è ben vista tra i suoi simili, ma è simpatica all’uomo perché ha il vizio di raccogliere e nascondere le cose lucenti per questo è chiamata gazza ladra.

Pensate che Gioacchino Rossini, grande musicista italiano, ha messo in musica una storia, "La gazza ladra", in cui una giovane, accusata ingiustamente di furto, è salvata perché si scopre che la ladra era stata proprio una gazza! Anche i Berberi hanno dedicato a questo animale una leggenda, ancora oggi tramandata, per far capire quanto importante sia la libertà per ogni essere vivente.

 

Djokran e la gazza

Tanti secoli fa, una regione dell’Africa, la Numidia, abitata da abili agricoltori, era stata occupata dall’esercito romano. Prima se ne erano impossessati i Fenici, poi i Greci, ma nessun conquistatore era riuscito a sottomettere quella popolazione che vantava validi e temuti guerrieri.

Al tempo in cui i Rumi, così il popolo chiamava i Romani, occupavano le terre dei Berberi, un giorno accadde che Djokran, avo di Mohmmed Amokran, litigò con un Rumi prepotente e ben presto vennero alle mani. Il Romano stava per avere la meglio, quando improvvisamente arrivò una gazza in aiuto di Djokran. Questa colpì ripetutamente gli occhi dell’aggressore con il becco, finché non lo vide a terra.

Da quel momento Djokran divenne amico dell’uccello e lo difese da chiunque avesse tentato di catturarlo. Quando ebbe figli e nipoti, raccontò loro il fatto, concludendo sempre:

- Non mangiate mai una gazza perché essa è nostra amica.

- Se al mercato qualcuno ce la offre, cosa dobbiamo fare?- Chiesero i bimbi.

- Compratela e poi lasciatela libera perché non deve mai essere chiusa in gabbia.

Da allora, se qualcuno vuole vendere una gazza ad un Berbero, lui la compra e poi la lascia libera di volare.

 

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Racconto pubblicato nella Rubrica internet
Nonna raccontami...
raccolta di fiabe storie e leggende
a cura di Elsa Boscardini,
al seguente indirizzo web:
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