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n. 12 del 15 Maggio 2001
titolo: Come nacquero il gatto e il topo

Buona Lettura

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L’uomo, anche se è tanto intelligente e ha fatto grandi scoperte, certe volte non sa spiegare con la ragione il perché d'alcune cose, allora… ricorre alla fantasia. Scommetto che nemmeno voi sapete come sono nati il gatto e il topo, una coppia di acerrimi nemici che ancora oggi si azzuffano appena s'incontrano? Troverete una risposta fantasiosa in questa leggenda nata tra i Berberi, popoli che vivono nell’Africa Bianca, così chiamata perché vi abitano popolazioni di razza bianca: Egizi, Libici, Tunisini, Marocchini.

Sono certa che, senza andare in Africa, ne avrete incontrati per le vie della vostra città poiché, oggi più che mai, cittadini di ogni luogo si trasferiscono da un posto all’altro per vari motivi: turismo, lavoro, paura, miseria. Molti paesi del mondo sono diventati così multietnici, abitati da persone appartenenti a razze, religioni, costumi, lingue diverse. In questo modo impareremo tutti a conoscerci meglio, quindi, a stimarci e a rispettarci di più.

Come nacquero il gatto e il topo

Un giorno il leone incontrò un cinghiale. Il leone aveva una bella pelliccia rossastra e un paio di baffi che erano il suo orgoglio.

Il cinghiale, invece, era scuro, di pelo corto, il muso appuntito e due zanne bianche di cui andava molto superbo.

- Io sono molto più bello e più forte di te, - si vantò subito il leone, scuotendo la sua criniera.

Il cinghiale rise, mostrando le sue zanne affilate.

- Non ti consiglio di mettermi alla prova. Ho la pelle dura, io, e non ho paura dei tuoi artigli.

- Dunque non mi temi ?- chiese sorpreso il leone, abituato ad essere rispettato da tutti gli animali.

- Perché dovrei aver timore di te ?- rispose il cinghiale. - Se starnutissi, dalle mie narici uscirebbe un animale che ti farebbe fuggire.

- E allora starnutisci, - disse il leone, - e dopo starnutirò io.

Il cinghiale puntò le sue zampe corte, inarcò la groppa, fece vibrare il suo codinzolo e finalmente starnutì.

Dalle sue narici uscì un animaletto nericcio, col musino a punta e una codina fine fine. Era il topo, che somigliava a lui.

Ed ecco il leone scuotere la criniera e starnutire impetuosamente.

Dalle sue narici uscì fuori un animale peloso, armato di unghioli. Era il gatto, che gli somigliava.

Il topo a quella vista fuggì via, ma il gatto lo inseguì, fino a che il topo non sparì dentro un buco.

- Hai veduto, presuntuoso ? – disse il leone al cinghiale. – Il tuo starnuto si è dovuto nascondere per non essere divorato dal mio!

   

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Racconto pubblicato nella Rubrica internet
Nonna raccontami...
raccolta di fiabe storie e leggende
a cura di Elsa Boscardini,
al seguente indirizzo web:
www.rietionline.tws.it/nonna.raccontami

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