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La storia di Alfred è veramente accaduta in un paesino dellInghilterra dove la gente ama e rispetta gli animali e la natura, per questo piante e fiori crescono ovunque e, insieme agli animali, sono curati con amore. Ogni casa ha i suoi spazi verdi, ogni paese ha il suo parco con tappeti erbosi, sui quali si può camminare scalzi, e con laghetti limpidi nelle cui acque si pavoneggiano eleganti cigni e anitre dogni specie. In quei giardini si può ascoltare il canto dellusignolo e della cinciallegra, al tramonto quello dellallocco e della civetta; è facile trovare sui bianchi sentieri gli aculei dellistrice, incontrare ricci e scoiattoli giocherelloni che si nascondono o si rincorrono da un ramo allaltro, davanti agli occhi incantati e divertiti dei bambini e degli adulti. Alfred In un piccolo paese viveva una vecchia, povera e sola, la cui unica compagnia era Alfred, un vecchio somaro dal pelo grigio scuro e dal passo lento come quello della padrona, la quale gli era così affezionata da non volersi separare da lui nonostante la sua miseria. Alla bestia capitava, infatti, di soffrire la fame perché doveva accontentarsi dei pochi cespugli derba brucati sui bordi della strada. Tuttavia, anche lui era legato alla sua padrona e, come un cane, la seguiva ovunque andava: al parco, al mercato, in chiesa, dato che la donna, per camminare, si appoggiava a lui. Ogni domenica laccompagnava in chiesa e, legatolo allinferriata del cancello, pazientemente laspettava di fuori. I bambini che passavano laccarezzavano con simpatia perché era una bestia mite. Finita la funzione religiosa, la donna lo slegava e piano piano se ne tornavano entrambi a casa, fermandosi di tanto in tanto, lei per riposarsi e lui per brucare un ciuffo derba. Una domenica, però, la vecchia dimenticò, prima di entrare in chiesa, di legare il somaro alle sbarre. Per un po lanimale, pur essendo libero, stette lì fermo ad attenderla, come faceva di solito, ma ad un certo punto arrivò alle sue narici un profumo così irresistibile che lo indusse ad oltrepassare il cancello della chiesa. Tuttintorno al tempio cera un verde prato in cui il somaro affondò subito avidamente il muso. Quale piacere tuffarsi in quellerba fresca e tenera! Ce nera dappertutto! Era tutta gustosa, profumata, tenera. Finalmente poteva saziare la sua fame di vecchia data! Quella deliziosa scorpacciata durò per tutto il tempo della messa ed Alfred lassaporò senza alcuna preoccupazione. Finita la cerimonia religiosa, la vecchia uscì dalla chiesa. Non potete immaginare come rimase sconcertata nel vedere il suo amico pascolare beatamente nel prato della chiesa. In cuor suo era contenta per lui, però cosa avrebbero detto il prete e i fedeli? Era meglio far finta di niente e andarsene subito, senza fermarsi per i soliti saluti. Legò la fune al collo del somaro e, con gran fatica, lo strappò dal prato; imboccò il cancello a testa bassa per evitare gli sguardi di disapprovazione che la gente avrebbe sicuramente lanciato verso lei e il suo animale. Il somaro adesso camminava più lento del solito perché la pancia piena appesantiva l'andatura, ma era soddisfatto; arrivato al suo ricovero, si addormentò beato come non lo era più da tanto tempo. La sua padrona, invece, non riuscì a chiudere occhio perché preoccupata per quanto era accaduto. La domenica seguente, quando le campane cominciarono ad invitare la gente in chiesa, Alfred si presentò davanti alla porta di casa della sua padrona. recando in bocca la corda da farsi mettere al collo. Sincamminò spedito verso la chiesa dove laspettava il prato della cuccagna. La donna, al contrario, camminava ancora più lentamente perché non sarebbe mai voluta arrivare in chiesa. - Bisogna in ogni caso affrontare la questione - pensava tutta assorta- chiederò scusa ai presenti, d'altra parte il mio Alfred è un animale e non sa quello che è vietato fare. Il Signore ha affermato che bisogna dare da mangiare a chi ha fame e Alfred ne aveva d'appetito! Poverino, è ridotto pelle e ossa! Intanto che preparava mentalmente la difesa del suo protetto, arrivò davanti alla chiesa dove trovò tutti i fedeli, con il parroco in testa, che aspettavano lei e il somaro. Fu il sacerdote a prendere la parola: - Ci siamo accorti che Alfred viene a messa con più " fervore" di molte persone, perciò abbiamo deciso di accordargli il permesso di frequentare il prato della chiesa, non solo la domenica bensì tutti i giorni per non fargli più soffrire la fame. In cambio lui dovrà avere cura di tenere lerba sempre falciata. La donna abbracciò Alfred che ragliò di gioia perché da quel momento diventò un pingue giardiniere del verde prato. |
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