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Ecco unaltra leggenda che arriva dalla Norvegia, un paese che sicuramente piacerebbe a tutti i bambini perché là, nei mesi estivi, il sole splende giorno e notte. Dinverno però il sole sparisce completamente per cui il clima è molto freddo e le notti sono lunghe, tanto lunghe che i bambini possono fare sonni beati. Nei luoghi solitari, racchiusi tra cielo e mare, fioriscono storie e leggende che vengono narrate durante le interminabili notti invernali. La storia di oggi presenta un aspetto della vita del popolo norvegese la cui attività primaria è la pesca poiché le acque del mare, che bagnano la Norvegia, sono ricche di aringhe, sgombri, foche, balene. Numerosi sono i pescatori che vivono lungo i fiordi, golfi stretti e profondi che caratterizzano le coste. La Norvegia è uno dei primi paesi marinari del mondo e i Norvegesi sono chiamati i carrettieri del mare, perché battono le vie marittime per trasportare le merci ovunque. Melikki e la balena La famiglia Polijola era composta dai genitori, dai tre figli Matias, Niko e Albrekt, e dalla figlia Melikki, di dieci anni, che era adorata da tutti. Abitava in una casa di legno che si affacciava su un piccolo fiordo: gli uomini praticavano la pesca delle balene da cui ricavavano cibo e denaro, la madre aveva cura della casa, aiutata dalla bambina. Melikki era molto dolce e serena perché cresceva circondata dallamore dei suoi cari ed era libera di giocare in casa o sulla riva del fiordo, a cui si recava ogni giorno per aspettare, da sola o con la mamma, il ritorno del padre e dei fratelli. Quando era sola, si sedeva su uno scoglio e cominciava a cantare le vecchie canzoni della sua gente, veramente un po tristi per una bambina, ma armoniose e belle. "Canto insieme alle balene - diceva ai suoi fratelli esse conoscono tante canzoni!" I ragazzi ridevano delle sue fantasie e, scherzando, lammonivano:
Ma lei non li ascoltava perché sentiva davvero il canto delle balene. Un giorno, mentre Matias e suo padre erano fuori a pescare, si scatenò in mare una tempesta; gli altri due fratelli, non vedendoli tornare, decisero di andare a cercarli con la barca più piccola. Man mano che la tempesta andava calmandosi, scese una fitta nebbia che, in poco tempo, avvolse ogni cosa e rese difficile ai pescatori trovare la giusta rotta. La madre, vista la situazione, pensò bene di andare anche lei incontro ai suoi uomini perciò spinse in acqua la vecchia barca; vi salì con Melikki e cominciarono insieme a chiamare nella nebbia: "Matias, Niko, Albrekt, Ukko, dove siete? Noi siamo qui". Si spostavano piano piano e di nuovo chiamavano i loro cari fino a che sentirono rispondere non molto lontano: "Quiii Siamo quii !" Le loro voci, incrociandosi, rassicuravano lun laltro, però la nebbia li nascondeva. A un tratto la madre vide i capelli biondi del marito che, insieme ai figli, stava aggrappato a uno scoglio, mentre la barca affondava lentamente vicino a loro. La donna, aiutata da Melikki, cercò di remare più svelta per raggiungere lo scoglio. Si abbracciarono tutti contenti per lo scampato pericolo. La gioia però fu breve perché si resero conto che la vecchia barca non avrebbe sopportato il peso di tutti quanti. Allora si sentirono perduti e impotenti: non era possibile raggiungere la riva a nuoto perché era troppo lontana, né si poteva sperare, con quel tempo, nel passaggio di una barca. Per rincuorarli Melikki si mise a cantare dolcemente e accadde un fatto straordinario: un altro canto si unì al suo e poi un altro ancora, era quello di una balena emersa a pochi metri dello scoglio. "In barca, presto gridò Ukko altrimenti qui moriamo tutti!" "La balena ci attaccherà " disse spaventato Niko. Lentamente scesero tutti nellimbarcazione e tentarono di allontanarsi dallo scoglio quando, improvviso, il muso della balena sfiorò la barca così da vicino che tutti gli occupanti poterono vedere i suoi occhi scuri. Gridarono atterriti! Soltanto Melikki restò tranquilla e, indicando lanimale, disse:
Infatti la balena scomparve sottacqua e, sostenendo con il suo ampio dorso la vecchia imbarcazione, la condusse lentamente verso il fiordo. La nebbia intanto andava diradandosi perciò fu possibile vedere il profilo della costa. In quellistante il cetaceo si inabissò e la barca, priva di sostegno, si sfasciò! Ma ormai la riva era vicina e tutti la raggiunsero a nuoto. Quando toccarono terra, si volsero subito a guardare il mare: una grande massa nera si tuffava e riemergeva, si tuffava e riemergeva come se stesse salutandoli. "Grazie balena per aver salvato me e la mia famiglia, non lo dimenticherò mai! Torna a trovarmi le gridò Melikki Ti aspetterò al nostro solito posto. A presto!" Gli altri rimasero in silenzio a guardare, stupiti di quanto era accaduto. In quel preciso momento gli uomini promisero in cuor loro che non avrebbero più dato la caccia alle balene e che non avrebbero più riso delle fantasie di Melikki. |
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