Molte sono le persone che salgono al Terminillo per sciare, per raccogliere frutti di bosco, per fare amene passeggiate,
per respirare aria salubre,per cercare … silenzio tra il verde profumato di resina dei maestosi abeti, faggi,
querce e castagni che popolano le pendici del monte.
Pochi forse sanno che, passeggiando per Pian de' Valli, si può fare una sosta,
direi doverosa, nella chiesina di S.Maria della Vittoria, dedicata ai Caduti della II guerra mondiale.
Rivestita all'esterno in pietra, seminascosta e semplice, ha nell'interno una sola cappella, umile e raccolta,
La Vergine raffigurata è chiamata Madonnina del Don perché sotto le sue mani è incastonato un medaglione, in ottone e vetro,
in cui sono conservati granelli di quella terra russa che fu bagnata dal sangue di molti italiani, periti nella battaglia tristemente famosa,
combattuta sulle sponde dell'ampio e placido Don, uno dei più grandi fiumi russi.
Le due scritte CSIR (Corpo di Spedizione Italiana in Russia - 1941) e ARMIR (Armata Militare Italiana in Russia - 1942),
i dieci scudetti ricordano il nome delle varie Divisioni (tre di esse Alpine) che parteciparono al combattimento.
Il vigoroso ramo d'ulivo simboleggia la pace: pace per i morti, pace per i vivi che non dovrebbero dimenticare quelle migliaia di giovani costretti a
cimentarsi in terribili prove di vita, a cui altri li avevano chiamati!
Ma non mancò loro il valore - così recita la frase incisa dallo
scultore sull'altorilievo - poiché si batterono fino al sacrificio estremo.
Silvano Leonardi è un'artista affermato che ha lavorato anche con il famoso scultore Pericle Fazzini alla
realizzazione de La Resurrezione, scultura posta nella Sala Udienze del Pontefice, intitolata a Paolo VI.
L'altorilievo di Leonardi è illuminato dalla lampada votiva del pittore Romolo D'Angelo che, rimasto orfano
durante la guerra in Russia, ha voluto costruirla utilizzando l'asse di un treno, la Tradotta del 1936, adibita al
trasporto di militari sui campi di battaglia. La corona con tralci di rose, che orna in basso la scultura,
è anch'essa in ferro battuto, fatta e donata dall'artista romano Sergio Duca.
Nella chiesina della Madonna della Vittoria, tutto quindi, testimonia il dolore per coloro
che non sono più tornati, l'amore di chi non li ha dimenticati, il desiderio che il ricordo del loro sacrificio
rimanga per sempre nella memoria dei vivi.
Quando si sale a Pian de' Valli, sostare per qualche attimo davanti
alla Madonnina del Don significa rendere un dovuto omaggio, con il pensiero e con il cuore, a coloro che
sono morti per noi.
(E. Boscardini - N. Ravaioli)
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