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La gentilezza è un bene primario.
Sembra proprio di sì visto che
da tre anni in America si solenizza la "Giornata
della Gentilezza".
Ideatrice di questa celebrazione è
stata la signora Nancy Brigg, la cui iniziativa ha riscosso
così successo, che la Conari Pubblishing ha divulgato
dei libri intitolati Random Acts of Chindess Week (Settimana
degli Atti di Gentilezza Occasionali).
In essi sono raccolti, come si deduce
dal titolo, episodi di cortesia compiuti da cittadini
americani onde dimostrare che, nonostante i tragici
fatti comunicati quotidianamente dagli organi d'informazione,
ci sono persone capaci d'operare, ogni giorno, nel rispetto
degli altri.
La parola gentilezza, espressa in tutte
le lingue, chindess, amabilidad, prettines, gentilesse,
liebenswurdigkeit, gracefulness
, è stata
trasmessa via Internet in ogni paese del mondo per comunicare
l'azione intrapresa da Nency Brigg e indire, per il
17 febbraio p.v., la "Giornata Mondiale della Gentilezza".
In epoca non molto remota, in famiglia,
in chiesa e a scuola s'insegnavano le buone maniere:
darsi il buon giorno e la buona notte, rispondere educatamente,
ringraziare per un favore ricevuto, salutare le persone
adulte, cedere il passo agli anziani o il posto a sedere
alle donne incinte, insomma usare cortesia con tutte
le persone in ogni luogo.
Coloro che frequentavano l'alta società
dovevano conoscere il galateo, una serie di norme che,
pur camuffando ipocrisie e falsità, insegnavano
come comportarsi nelle varie situazioni della vita quotidiana.
La regola, però, che favorisce
il miglior rapporto umano, è stata e continua
ad essere il dettame evangelico: non fare agli altri
quello che non vorresti fosse fatto a te.
Via via che il progresso ha migliorato
il tenore di vita della società, i valori fondamentali
del vivere civile, come il rispetto e la gentilezza,
sono stati sopraffatti dalla maleducazione, dall'arroganza,
dall'indifferenza.
Per questo, ogni azione quotidiana, anche
la più elementare, è divenuta, oggi, momento
di scontro, d'ansia, di rifiuto, d'intolleranza in modo
tale da rendere difficili ed esasperati le relazioni
in famiglia, a scuola, in fabbrica, in ospedale, allo
stadio, in discoteca, in TV, in strada e persino al
Parlamento, ovunque ci s'incontri o ci si confronti
con l'altro.
Sociologi e psicologi hanno analizzato
le cause di questo cambiamento che in parte noi conosciamo
o percepiamo, tuttavia, la situazione di disagio, in
cui viviamo, si manifesta in modi che ci lasciano sempre
più stupiti e ci fanno credere d'essere impotenti
di fronte al male.
La Giornata Mondiale della Gentilezza,
dando risalto ad un sentimento e ad un comportamento
indispensabili per la convivenza civile, non vuole essere
un'inutile e banale celebrazione, bensì un impegno,
da parte di tutti i cittadini, a trovare forme individuali,
collettive e pubbliche per migliorare i rapporti interpersonali.
Basta una parola, un gesto, un comportamento, un servizio
espletato con rispetto e gentilezza, avere comprensione
e capacità d'ascolto verso gli altri.
Non sarà sufficiente, però,
essere cortesi soltanto il 17 febbraio, come solitamente
si fa in certe celebrazioni dell'anno; questa data dovrà
segnare l'inizio di un lento ma costante cambiamento
dei nostri atteggiamenti quotidiani, affinché
ciascuno di noi possa in ogni ambiente comportarsi gentilmente
ed essere disposto ad accogliere l'altro in modo civile,
indipendentemente dal colore della pelle, dello stato
sociale, delle capacità fisiche e intellettuali.
Non è compito facile, è
vero, ma non è nemmeno impossibile, purché
ci sia in tutti la volontà di operare in tal
senso.
Le iniziative che eventualmente saranno
prese da Enti o Associazioni, come già avvenuto
in altre città, dovranno essere rese pubbliche,
così pure i gesti di responsabilità civile
condotti a buon fine dai singoli cittadini, affinché
torni la fiducia dell'uno verso l'altro e il malcostume
non sia più il protagonista della vita sociale.
Ogni segnalazione in proposito potrà
essere comunicata telefonicamente o via fax alla giornalista
Donatella Raffai, conduttrice della rubrica telefonica
"Chiamate Roma 3131", in onda il mattino su
Radio 2, la quale riferirà, di giorno in giorno,
le iniziative prese.
La gara è aperta a tutti, ogni
atto di gentilezza compiuto costantemente da ciascuno
di noi, nel proprio ambito operativo, avrà gli
stessi effetti dell'influenza: immunizzerà dalla
maleducazione e dalla scortesia chi lo compie e contagerà
chi lo riceve, così che la gentilezza diventerà
il nostro segno distintivo e, forse, potremo anche noi
compilare il libro degli atti di gentilezza occasionali.
(fonte: "Mondo Sabino",
a. XII, n. 6, 15/2/1997)
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