|
Un programma antico per le nostre attuali domeniche estive
è tempo d'estate, tempo di riposo ma,
soprattutto, di divertimento, per questo i mesi di luglio e di Agosto sono da sempre
sinonimi di ferie e di vacanze da trascorrere in campagna o in montagna, al mare o
al lago, pur di evadere dal proprio ambiente e dalla routine di tutti i giorni.
Da qualche anno stanno prendendo sempre più piede
le «vacanze intelligenti», quelle «agrituristiche»
che cercano di unire l'utile al dilettevole per ritemprare il corpo, la mente e
lo spirito, sollecitando gli appassionati d'arte a visitare città e paesi ricchi di storia
e di cultura, gli sportivi a partecipare a raduni e gare, gli amanti della natura a
percorrere sentieri incontaminati, a conoscere la vita agreste, a fissare con l'obiettivo
indimenticabili scorci panoramici, in modo da tornare a casa pieni di visioni
stupende delle cose viste e arricchiti dalle conoscenze fatte in ogni campo.
C'è invece chi approfitta di questa stagione di evasione per starsene
tranquillo, lontano da ogni frastuono, a leggere qualche bel libro o ad ascoltare della
buona musica per ritrovare se stesso, per gustare il piacere di momenti d'interiorità
tanto difficili da provare nel ritmo incalzante della quotidianità e per
riscoprire la bellezza e l'importanza del silenzio.
Non tutti però, come sempre è accaduto,
possono permettersi d'intraprendere viaggi, crociere,
soggiorni, poiché doveri familiari, motivi economici
o di lavoro costringono a restare a casa. tuttavia queste
persone non sono private della loro estate perché pro-loco,
enti turistici e associazioni organizzano sagre e spettacoli
vari che rinnovano tradizioni locali, rievocano fatti
storici, ma portano anche ventate di novità, creando
momenti d'incontro e di divertimento per tutti.
Ognuno può, dunque, ritagliarsi tempi e modi diversi per beneficiare
delle vacanze estive ma i nostri nonni come le trascorrevano?
Una risposta ci viene offerta da un «Programma della grande stagione estiva 1916»
che ho trovato curiosando in una bancarella del mercatino dell'antiquariato che si tiene
mensilmente a Rieti.
Detto programma era pubblicato dalla «
Società-spettacoli-passeggiate» che organizzava
gite in carrozza e in macchina per coloro che restavano
in città e per i turisti che soggiornavano a Rieti.
In quell'anno l'Italia era già in guerra e sicuramente
i mezzi economici e di trasporto non consentivano spostamenti
di massa, come avviene oggi, anche perché era esiguo
il numero di coloro che potevano permettersi la villeggiatura!
Tuttavia la gente non rinunciava ai piaceri dell'estate
e si accontentava di andare fuori porta.
La lettura del programma è interessante
perché dà l'idea di come, ottant'anni fa, i nostri concittadini
trascorrevano le domeniche estive e potrebbe offrire,
chissà, lo spunto a qualche agenzia o associazione per
organizzare escursioni insolite ma piacevoli nelle località
citate e in altre ancora meno note, rendendole così
più frequentate dato che i dintorni di Rieti nulla hanno
da invidiare ai più famosi luoghi di villeggiatura,
sia per patrimonio storico sia artistico, sia culturale.
(E. Boscardini - N. Ravaioli)
|