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Comunità Montana Montepiano Reatino
Poggio Bustone
L'esistenza di Poggio Bustone è attestata da documenti risalenti
al Xll secolo.
L'aspetto dell'attuale abitato è in effetti fortemente connotato
da elementi di chiara derivazione medioevale: basti pensare alla porta ad
arco gotico (detta del "Buon Giorno") che permette l'accesso al
paese, cosi come alla Torre del Cassero, facente parte di un castello di
cui restano oggi soltanto dei resti.
Raggiungibile per il tramite di una tortuosa stradina che si inerpica in
salita, Poggio Bustone offre ai visitatore un spettacolo suggestivo, grazie
alla sua disposizione a gradinata sul fianco della montagna.
Il luogo deve comunque gran parte della sua notorietà al fatto che
vi soggiornó S. Francesco: nei pressi del Romitorio dove sostò
fu eretto il Santuario di S. Giacomo, uno dei santuari francescani della
Valle Santa.
Tracce del passaggio di S. Francesco sono ancora rinvenibili in alcune tradizioni
tuttora rispettate a Poggio Bustone: ad esempio, il 4 Ottobre di ogni anno
un cittadino bussa alla porta di tutti gli altri abitanti gridando: "Buon
giorno buona gente!", per rievocare il saluto che S. Francesco rivolse
alla popolazione quando, nel 1209, arrivò per la prima volta in paese:
i festeggiamenti proseguono con una frequentatissima sagra della porchetta
Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista.
E interessante scoprattutto per un bel affresco quattrocentesco conservato
al suo interno, raffigurante il Santo che riceve le stimmate.
Convento di S. Giacomo
Risale al 1235 e fu costruito sul pendio della montagna presso lo "Speco",
luogo dove il Santo abitò nel 1209.
La chiesa, edificata successivamente (prima metà del XV secolo),
presenta un interno in stile gotico affrescato ed un elegante chiostro,
all'interno del quale è possibile ammirare una splendida Madonna
col Bambino, attribuita ad esponenti della scuola umbro-toscana del quattrocento;
lo stesso refettorio presenta pareti adornate da affreschi quattrocenteschi.
Un ripido sentiero conduce alla Cappella del Perdono e alla Grotta delle
Rivelazioni o Romitorio: lungo il percorso si incontrano sei edicole seicentesche.
Accanto alla chiesetta duecentesca fu costruita, durante il XVII secolo,
una nuova cappella.
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