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Comunità Montana Montepiano Reatino


Montenero Sabino

Sorge sopra un contrafforte scosceso fra le due montagne di S. Elia e Secordaro, nelle vicinanze di una zona, oggi ricoperta di uliveti e conosciuta come Pago, che doveva un tempo ospitare un'antica città romana.
Come molti altri castelli sabini appartenne al Monastero di Farfa, i cui registri ne evidenziano l'esistenza già dal 1023. Il nome deriverebbe non soltanto dai folti boschi che ricoprono i monti che lo circondano, ma anche dalle cave di pietra focaia presenti in zona, sfruttate sin dall'antichità dagli abitanti del luogo.
La storia successiva di Montenero è ricca di successioni dinastiche e di passaggi di proprietà: i Lavi, gli Orsini, i Mareri, i Savelli, i Vincentini furono soltanto alcuni dei signori del luogo.
Il paese si sviluppa oggi lungo un pendio, con il castello posto in alto e la chiesa in basso: la struttura stretta ed allungata è dovuta alla particolare configurazione dello sperone sul quale sorge l'abitato. Sono tuttora ben conservate le mura di cinta, che in origine avevano due porte: Porta Riella e Porta Mola.

Chiesa parrocchiale di San Cataldo
Fu quasi completamente restaurata nel 1735 e mostra quindi soltanto alcuni tratti della struttura originale.
Consta di una navata unica con stucchi ed affreschi barocchi ed di un campanile aperto con due serie di monofore.

Castello medioevale
Anche in questo caso si tratta di una struttura ampiamente rimaneggiata, trasformata durante il XV secolo in Palazzo Baronale; della costruzione originale resta soltanto il possente maschio, dai ruderi del quale ha preso vita il palazzo quattrocentesco.
Attualmente il complesso è in corso di restauro per ospitare una sede distaccata delle Università di Roma e di Berlino.


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