Adagiata nella parte sud-orientale della conca reatina, Rieti è circondata da una fascia collinare che, nel settore nord-est, si innalza nel gruppo dei Monti Reatini, culminanti con la vetta del Terminillo (2216 m.). Le tracce della sua fondazione si perdono all'inizio dell'età del ferro.
Più antica di Roma, alla cui sorte fu legata nei secoli successivi, Rieti deriva il suo nome da Rea, madre di tutti gli Dei, ed ha rappresentato il più importante centro di diramazione nel processo di colonizzazione operato dai Sabini fin dal VIII sec. a.C..
Il successivo assoggettamento a Roma (290 a.C.) porta con sé la prima importante bonifica della pianura reatina, realizzata dal console Manlio Curio Dentato; tramite un emissario scavato nella montagna delle Marmore, le acque del Lacus Velinus vengono dirottate in territorio umbro, dove formano a tutt'oggi la cascata più alta e più famosa d'Europa (Marmore).
Libero comune sin dal 1178 e da sempre schierata a fianco del Papato nelle controversie con il potere secolare, Rieti vive nel Duecento un periodo fondamentale per la sua espansione, con l'edificazione di numerosi edifici pubblici e religiosi e la ricostruzione della cinta muraria.

I secoli XV e XVI sono da ricordare principalmente per le dispute territoriali: con l'Abruzzo per questioni di confine e con Terni per la cava delle Marmore.
Mentre la prima controversia si risolve alla fine del '500, per la questione ternana si giunge quasi ad una vera e propria guerra tra le due popolazioni, a causa delle continue inondazioni della Valnerina provocate dalle tracimazioni d'acqua dalla cava.
Una soluzione temporanea si ebbe, nel corso del XVI secolo, con l'intervento degli architetti Antonio Sangallo e Giovanni Fontana, che presiedettero ai lavori per lo scavo di un nuovo emissario.
Il 23 settembre del 1860 segna l'entrata in città delle truppe italiane, l'unificazione di Rieti al Regno d'Italia e con essa la fine della sua sottomissione al potere papale.
Solo nel 1927 Rieti viene dichiarata capoluogo di provincia.
I primi decenni del XX secolo rappresentano anche il periodo in cui l'economia reatina muove i primi passi verso la modernizzazione: vengono promosse e scientificamente sviluppate le coltivazioni di grano e di barbabietola da zucchero, da cui consegue la nascita delle prime aziende deputate alla trasformazione delle risorse agricole; tra queste il primo zuccherificio in Italia, che fa tuttora bella mostra di sé come interessantissimo esempio di archeologia industriale lungo il centrale Viale Maraini.
La creazione di un vero e proprio nucleo industriale risale comunque soltanto agli inizi degli anni '60.

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Testo storico


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ultimo agggiornamento:

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