| Gianni Turina |
| Annotazioni critiche |
"...In questi ultimi venti
anni, la figura è andata diluendosi nello
spazio; il segno ha ceduto il posto alla macchia;
i colori si sono ravvivati quando l'artista ha
toccato il suolo di Svezia al seguito del forte
chiarore delle immense distese polari o quando è
stato coinvolto (graficamente) in alcuni viaggi
avventurosi e scientifici che alcuni suoi amici
esploratori reatini hanno effettuato nelle
regioni polari del globo. I toni si sono allora
caricati di luce e di ampie e più sintetiche
campiture di colore. Le immagini di un tempo
(fiori, paesaggi, figure umane, etc.) sono
liberate all'interno di più grandi formati, il
disegno è divenuto macro rivelando percorsi
visivi animati da un grande senso realistico.
Tutto questo è la logica conseguenza di una
maturazione culturale che Gianni Turina ha
acquisito in questi ultimi anni e che ne fanno,
oggi, un artista con il cuore in Italia (e nella
"sua"Rieti) ma con la mente proiettata
in più paesi del mondo.
(Emidio Di Carlo)
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| Nel mondo dello spettacolo |

Remo Brindisi nel 1991 |

Pietro Garinei |

Alberto Sordi e Simona Caparrini nel 1995 |
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"...Ciò che distingue Gianni Turina è di non
programmare mai un'opera, ma svilupparla con la sua
cretività giorno dopo giorno, offrendo così, con il suo
mezzo espressivo, la chiarifiacazione più semplice della
logica dell'arte. Nelle opere di questo artista il
gestuale sembra uscire dal raccoglimento della storia e,
senza alterarne le forme, entra nell'energia dei tempi
moderni...""...Turina esclude tutto ciò che di
formale esiste, uscendo dalla sua isola, afronatndo il
contrasto continuo della realtà esterna del quotidiano.
L'artista affronta con tipico sapore di sogno una realtà
difficile, falsata nei suoi aspetti più puri,
dimenticata o poco apprezzata, trovando nuove risposte di
rappresentazioni generate da nuove cellule di vita che
nella luce e nel colore stemperano la forza
dell'esistenza."
(Fattino Tedeschi)
In occasione dell'esecuzione di "L'heure
Meridienne", nella rassegna Europea di Murales di
Cala 'mpiso (TP), Andre Verdet ha così commentato
l'opera di Gianni Turina.
"Successo di qualità. Composizione in cui aleggia
un silenzio profondo, in cui l'ombra è sovrana nel sole.
In bianco e nero, un personaggio si pone nel suo enigma.
Altri personaggi sembrano fermi in questa scena di
spiaggia nell'ora della siesta in un giorno di piena
estate. L'insieme diviene surreale a forza di silenzio.
La sobrietà delle forme e dei colori è sinonimo di
tensione interiore. Le pozze di nero e di rosso sono i
collegamenti stessi del mistero aleggiante. In alto il
sole dei mari del Sud è divenuto forse una grande aquila
nera" |
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